Decisione comunitaria
E' un atto vincolante che può essere indirizzato agli Stati, alle persone fisiche e giuridiche ed alle imprese che agiscono nel territorio della Comunità. È irrilevante ai fini di questa distinzione la forma che assume l’atto, se abbia il nome di Regolamento o di Decisione, ma occorre valutare la sostanza dello stesso e quindi se in esso siano contenute delle norme concrete o meno. La Decisione diventa efficace con la notificazione ai loro destinatari.
Direttiva comunitaria
Rappresenta lo strumento di cui si avvalgono le istituzioni, il Consiglio o la Commissione, quando intendono raggiungere gli obiettivi previsti nel Trattato avvalendosi degli ordinamenti interni. Ciò avviene generalmente quando si procede ad un riavvicinamento delle legislazioni nazionali. La Direttiva vincola gli Stati a cui è rivolta al recepimento nell’ordinamento nazionale entro i termini fissati dalle Autorità comunitarie. La scadenza del termine può portare la Commissione ad avviare un procedimento per inadempimento nei confronti dello Stato membro ed autorizza i singoli ad invocare dinanzi ai giudici nazionali i diritti garantiti loro dalla direttiva stessa. Si differenzia dagli altri atti vincolanti della legislazione comunitaria poiché mentre il Regolamento e la Decisione sono obbligatori in tutti i loro elementi la Direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, restando salva la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi da utilizzare.
Distretti industriali
Sono definiti dalla legge n. 317/1991come aree territoriali locali caratterizzate da elevata concentrazione di piccole imprese, con particolare riferimento al rapporto tra la presenza delle imprese e la popolazione residente nonché alla specializzazione produttiva dell'insieme delle imprese. Tali aree vengono individuate dalla regioni, sentite le unioni regionali delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura sulla base di un decreto del Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato che fissa gli indirizzi e i parametri di riferimento. Per tali aree è consentito il finanziamento, da parte delle regioni, di progetti innovativi concernenti più imprese, in base al contratto di programma stipulato, tra i consorzi e le regioni medesime, le quali definiscono altresì le priorità degli interventi. Gli studi socio-economici sviluppatesi a partire dagli anni settanta sui distretti industriali riprendono le ricerche avviate dall'economista inglese Alfred Marshall alla fine del secolo scorso.
Efficacia
E’ la capacità di conseguire gli obiettivi prefissati. Si misura confrontando gli obiettivi (specifici) realizzati con quelli prestabiliti, obiettivi che possono essere espressi in termini di qualità, quantità e tempo.
Efficienza
E’ il rapporto tra risorse consumate (input) e risultati ottenuti (output). Indica la capacità dei soggetti gestori (ente pubblico, privato etc.) di utilizzare in modo ottimale le risorse.
Esternalità
Conseguenze di un progetto (sia positive che negative) che non sono oggetto di scambio di mercato. Ad esempio, un progetto può comportare il deterioramento dell'ambiente, rendere più agevole per alcune imprese iniziare una determinata attività e così via: tali effetti non vengono registrati nel conto finanziario del progetto.